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Video: Le spiagge del Conero dal cielo, da terra e dal mare

le spiagge del conero dal cielo da terra e dal mare

 


Video: Sirolo, in volo sopra la spiaggia delle Due Sorelle

Sirolo, in volo sopra la spiaggia delle Due Sorelle, Monte Conero

 


Il Conero la magia di un monte

Non ha eguali da Trieste al Gargano il Monte Conero, con i suoi 572 metri di altezza, imperioso si eleva sulla costa adriatica ed è il punto focale del Parco del Conero. Istituito nel 1987 per tutelare flora, fauna e tesori culturali, il Parco regionale è abitato da numerose specie botaniche ed animali. Importante punto di migrazione di rapaci, prezioso per chi ama il birdwatching, non di rado regala spettacoli come quello di aironi in volo o posati sugli alberi. Approdo nel IV sec. a. C. dei greci dopo aver risalito le coste meridionali in cerca di città da fondare, nel Conero i Dori hanno gettato le ancore e fissato la dimora chiamando Komaros (corbezzolo) il promontorio ed Ancon (gomito) la sua curva settentrionale. Caratterizzato da una dolce campagna in movimento, dalla macchia mediterranea che si colora dal rosso dei corbezzoli, al giallo oro delle ginestre, al viola della lavanda e poi da ulivi, viti e da un mare spettacolare, il Parco vive di paesaggi incantati che ruotano attorno a quello che la gente del posto chiama familiarmente il Monte. Emerso nel Pliocene, cinque milioni di anni fa è punto di meridiana di un Parco esteso per 6011 ettari. Un’ area vasta con quattro città al suo interno, regine del turismo estivo. Una è Ancona, capoluogo delle Marche, investita dal Parco per una parte: quella che va dal Passetto e poi prosegue lungo la strada del Monte, alias provinciale del Conero. Nel baricentro di questa strada, panorama imperdibile è sulla Baia di Portonovo. Qua il tempo d’ inverno pare fermarsi perchè l’infrangersi delle onde sulla spiaggia di sassi bianchi ed il verso dei gabbiani sono gli unici suoni da cogliere. D’estate il turismo a ragione ne approfitta. Qui cultura ed ambiente si incontrano. Del 1716 è la Torre di guardia fatta costruire da Clemente XI e del 1808 il Fortino Napoleonico eretto per bloccare le navi inglesi, ora albergo. Poi ci sono la chiesetta romanica di Santa Maria ed i laghetti salmastri retrodunali. Poco distante, la spiaggia di Mezzavalle, raggiungibile solo a piedi. E così sul promontorio opposto quella della Vela.

Una manciata di chilometri verso sud, si sale fin la cima del Monte, all’ Abbazia di San Pietro ed al Belvedere nord, una delle migliori viste dall’ alto. Una serie di sentieri segnalati praticabili da soli o accompagnati da guide specializzate, si diramano tra i punti di interesse celati dal Monte. La presenza di cave dismesse, rende il Parco un ‘libro aperto’ sulla storia geologica della zona e sull’intera successione stratigrafica dell’ Appennino umbro-marchigiano. Di particolare importanza è la cava di Massignano, divenuta sezione tipo mondiale per il passaggio Eocene/Oligocene, oggi attrezzata per le visite.

Riprendiamo la strada. Ancora verso sud si arriva a Sirolo, racchiusa entro le mura del Castello dei Conti Cortesi, balcone sulle spiagge delle Due Sorelle, Urbani, San Michele-Sassi Neri. Da Sirolo, continuando la passeggiata lungo il Parco, prima della spiaggia di Marcelli, centro turistico dove insiste gran parte della ricettività della Riviera, ci si imbatte sul borgo medievale che è Numana mentre, addentrandoci pochi chilometri nell’ entroterra, l’ incontro è con Camerano, il cui sottosuolo è segnato da un articolato percorso ipogeo.

L’Area Protetta è il regno degli escursionisti, percorsa da sentieri che raggiungono l’ apice delle sfumature in primavera, quando le ampie radure sono fiorite. 18 sono gli itinerari, alcuni percorribili in mountain bike o a cavallo, praticabili con l'aiuto della segnaletica, della carta per escursionisti e, a richiesta, delle guide del Parco della Forestalp. Una manciata di sentieri sono chiusi al passaggio per problemi di sicurezza, è consigliabile quindi accertarsi della loro percorribilità. I prodotti tipici di questa terra sono il vino Rosso Conero, il miele, l’olio, la lavanda. In estate, i primi di luglio, l’Ente Parco organizza una grande festa che offre un nutrito programma di escursioni, serate conviviali, particolari ed interessanti iniziative ambientali, sportive e culturali.

CRISTINA GIOACCHINI

Fonte: Corriereadriatico.it

 

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito del Parco del Conero

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